L’urbanistica e il governo del territorio rappresentano un settore cardine dello sviluppo di una città, e ciò non soltanto dal punto di vista dello sviluppo edificatorio in senso stretto, ma, soprattutto, in virtù della loro interazione con il tessuto socio-economico.
Se da un lato, infatti, è forte l’influenza che il progresso economico e tecnologico esercita sul tessuto urbano, richiedendo di pari passo trasformazioni del medesimo sempre più repentine ed in grado di rispondere ai bisogni ed alle necessità dei settori come quelli del terziario e del direzionale, dall’altro la finalità dello sviluppo urbanistico deve mirare all’inclusione e coinvolgimento nel tessuto vitale della città anche delle periferie e delle zone decentrate.
Allo stesso tempo lo sviluppo urbanistico deve essere in grado di tutelare il nostro splendido paesaggio.
A tal proposito è prioritaria l’adozione di un nuovo piano urbanistico generale (PUG) da redigere in forma partecipata. Solo in questo modo si può proiettare Ostuni nel futuro in tutte le sue dimensioni.
Di pari passo occorrerà attivare quei procedimenti amministrativi in grado di realizzare una sinergia tra lo strumento urbanistico e gli altri strumenti di pianificazione afferenti i vari settori, così come il Documento Unico del Commercio, il PPTR, Il Piano Comunale della Costa, il Piano del Traffico e della Viabilità, al fine di conseguire uno sviluppo edificatorio dettato da linee direttrici e criteri fondamentali astratti e generali, tanto più lontano possibile da una deregolamentazione che finisce per giovare gli interventi a macchia di leopardo o, peggio, ad personam.
Altresì, andrà risolto il problema rappresentato dall’ubicazione dell’isola ecologica, il cui insediamento è divenuto incompatibile con la trasformazione di una zona che, di fatto, da artigianale è divenuta residenziale.
Andranno recuperate e coinvolte nel tessuto urbano le zone periferiche che risultano marginali rispetto ai centri nevralgici rappresentati dal centro storico-piazza e Viale Pola, anch’esse, oltretutto, necessitanti di programmi di recupero e valorizzazione.
L’attività edificatoria, inoltre, dovrà essere votata al recupero dell’esistente senza ulteriore consumo di suolo, bilanciando con estrema equità le esigenze di sviluppo con l’inderogabile tutela paesaggistica.
Prioritaria sarà la rivalutazione e riqualificazione delle aree periferiche. E’ necessaria una presa di posizione seria della nuova Amministrazione nei confronti di quelle lottizzazioni concepite e nate agli inizi degli anni 90, come la lottizzazione di contrada Santa Caterina – Zona Artigianale, che ad oggi sono diventate di fatto aree miste e non più rivolte alle sole attività produttive e, per questo, necessitano di servizi indispensabili da fornire alle ormai numerose famiglie che ci vivono.
Altrettanto prioritaria sarà il completamento delle infrastrutture nella zona industriale e la relativa manutenzione.
Importante sarà anche stabilire la sorte del piano della 167, finalizzato a garantire la costruzione di alloggi a prezzi controllati per le categorie meno abbienti.
Allo stato non esiste alcun atto amministrativo che abbia sancito la eventuale colpevole decadenza del procedimento e sarà compito della nuova amministrazione tentare di riavviare lo stesso per dare finalmente attuazione ad uno degli atti più fondamentali delle politiche abitative per cercare di garantire uno dei diritti fondamentali della nostra Costituzione.